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1000 scrittori contro Amazon, ecco la denuncia pubblicata sul “New York Times”

Pubblicato il 10 agosto 2014 in Amazon rumors | 0 commenti

Nella battaglia tra Amazon e Hachette scendono in campo un esercito di scrittori. Proprio così… tutto è iniziato quando Douglas Preston, scrittore americano e autore di thriller di successo, si è ritrovato coinvolto nella guerra tra Amazon e la sua casa editrice Hachette, per le condizioni di vendita degli e-book, sulle quali non erano d’accordo. Questo ha portato Amazon a scoraggiare i propri lettori dall’acquistare libri Hachette, con la conseguenza che le stesse vendite dei libri di Douglas Preston sono crollate.

A questo punto Douglas Preston ha scritto una lettera aperta ai suoi lettori, invitandoli a contattare Jeff Bezos per chiedergli di smettere di usare gli scrittori come cavie delle sue trattative.

La lettera di Preston si è presto diffusa in rete a macchia d’olio, e la sua protesta è diventata la battaglia anche di altri scrittori, come John Grisham e Stephen King.

Ecco allora che un migliaio di scrittori  hanno acqusitato una pagina del “New York Times” per far valere le proprie ragioniQuesta la loro “lettera aperta”.

«Amazon è coinvolta in una disputa commerciale con la casa editrice Hachette, che possiede Little, Brown, Grand Central Publishing, e altri noti marchi. Questi tipi di controversie si verificano continuamente tra le imprese, e di solito vengono risolti in una stanza sul retro dell’azienda.

 

Ma in questo caso, Amazon ha fatto qualcosa di insolito. L’azienda ha infatti preso di mira direttamente gli autori di Hachette, nel tentativo di forzare il loro editore ad accettarne le condizioni.

 

Negli ultimi mesi Amazon ha:

  • Boicottato gli autori Hachette, rifiutando di accettare pre-ordini sui loro libri, sostenendo che sono “non disponibili”.
  • Rifiutato di scontare i prezzi di molti di molti libri di autori Hachette.
  • Rallentato la consegna di migliaia di libri di autori Hachette, avvisando i propri clienti che la consegna di quei libri avrebbe richiesto diverse settimane.
  • Suggerito, nelle pagine di alcuni autori Hachette, che i lettori potrebbero preferire un libro di un autore non Hachette.

 

Come scrittori – la maggior parte di noi non pubblica da Hachette – siamo convinti che nessun libraio dovrebbe bloccare la vendita di libri, impedire o scoraggiare i  propri clienti dall’ordinare e ricevere i libri che vogliono.

 

Non è giusto che Amazon individui un gruppo di autori, che non sono direttamente coinvolti nella controversia, per operare nei loro confronti una rappresaglia selettiva. Inoltre, ingannando i propri clienti con tariffe sleali e la consegna ritardata, Amazon contraddice il proprio stesso motto, secondo cui sarebbe “l’azienda più centrata sul cliente presente sulla Terra”.

 

Molti di noi hanno sostenuto Amazon da quando era una start-up che lottava per emergere. I nostri libri hanno lanciato Amazon, contribuendo a farla diventare una delle più grandi multinazionali del mondo. Abbiamo fatto fare ad Amazon milioni di dollari, e nel corso degli anni abbiamo molto contribuito, a titolo gratuito, alle fortune di questa azienda, attraverso la cooperazione a vario titolo, con promozioni congiunte, recensioni e blogs. Questo non è il modo di trattare i propri partner d’affari. Né è il modo giusto di trattare i propri amici.

 

Senza prendere posizione sulla controversia contrattuale tra Hachette e Amazon, invitiamo Amazon nel modo più deciso a smettere di danneggiare gli autori su cui ha costruito le proprie fortune. Nessuno di noi, né i lettori né gli autori, traggono beneficio quando i libri vengono presi in ostaggio. (Non siamo soli nel nostro appello: il “New York Times” e il “Wall Street Journal”, che raramente sono d’accordo su qualcosa, hanno duramente condannato il comportamento di Amazon).

 

Invitiamo Amazon a risolvere la controversia con Hachette, senza ulteriore danneggiamento degli autori e senza bloccare o comunque ritardare la vendita dei libri per i propri clienti.

 

Rispettosamente chiediamo a voi, nostri fedeli lettori, di mandare una mail a Jeff Bezos, CEO e fondatore di Amazon (jeff@amazon.com) per dirgli quello che pensate. Lui, Bezos, ha più volte dichiarato che accoglie volentieri le lamentele dei suoi clienti, e che pretende di leggere tutte le mail che arrivano su quell’account. Ci auguriamo che, scrittori e lettori insieme, saremo in grado di fargli cambiare idea».

 

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