Cassa
(0 articoli)
  • Nessun prodotto nel carrello.

Jeff Bezos: «Il mio segreto? Sono ossessionato dai clienti»

Pubblicato il 23 luglio 2016 in Amazon | 0 commenti

Ha creato Amazon, il pilastro dell’e-commerce mondiale, ha rivoluzionato il modo di fare shopping, fattura 80 miliardi di euro, ha 180mila dipendenti e sembra non fermarsi mai. Storia di Jeff Bezos e delle sue 14 strategie che possiamo adottare tutti.

Fondato da Jeff Bezos (51 anni, 42 miliardi di euro di patrimonio personale), il negozio virtuale di libri, abbigliamento, informatica, elettronica, giardinaggio e mille altri oggetti, in Italia nel 2015 ha assunto 300 persone a tempo indeterminato, conta su due centri di distribuzione (quello in provincia di Piacenza dovrebbe impiegare circa 1.00 persone entro il 2017) e a ottobre ha inaugurato 2015 il marketplace Amazon MadeInItaly: propone shopping di prodotti di eccellenza (arredo, gioeilli, porcellana, capi unici in pelle…) ed è un’opportunità a cui aderiscono già centinaia di di artigiani, a fronte di 5mila prodotti in vendita. Intanto Francois Saugier, direttore Europa di Amazon Marketplace, ha puntualizzato che lo scorso anno il numero di aziende italiane che ha esportato prodotti con la piattaforma di Bezos, è cresciuto di più del 90% e ha fatturato 133 milioni di euro con le sole esportazioni. Per ora il canale attivo nella versione italiana (www.amazon.it/madeinitaly) e in quella inglese (www.amazon.co.uk/madeinitaly).

Amazon - Made in Italy

A Jeffersonville, 1.200 km a sud-ovest di New York, Amazon è a caccia di altri 1.000 collaboratori. Insomma già voltata la pagina delle polemiche della scorsa estate, quando il New York Times ha pubblicato un’inchiesta su Amazon che descrive un ambiente “dawinista”; 80 ore di lavoro settimanale, notti, weekend e vacenze compresi. Per non parlare del metodo di valutazione “Anytime feedback tool” (strumento di riscontro continuo, ndr), che consente ai dipendenti di inviare ai vertici un’opinione sui colleghi. Accuse a cui Bezos ha risposto in una lettera aperta ai dipendenti, in cui si dichiara disponibile a ricevere segnalazioni: «L’articolo non descrive l’Amazon che conosco. Chi lavora in una società come quella descritta dial New York Times sarebbe pazzo a rimanere».

Amazon - Jeff Bezos

Una dotcom nata in un garage

Nato nello Stato montagnoso del New Mexico, Bezos si sposta con la famiglia dapprima nel Texas e poi a Miami. Otiimi i suoi risultati a scuola, seguiti da un corso universitario nella prestigiosissima Princeton University, dove si laurea in Scienze informatiche. Dopo aver svolto lavori di alto livello a Wall Street, nel 1993 molla tutto per seguire l’intuito: il Web si stava diffondendo a macchia d’olio. Una sentenza della Corte costituzionale aveva appena concesso di pagare tasse solo nello Stato in cui un’azienda aveva sede fisica, eliminando quelli dove consegnava la merce venduta online. Prima mossa, trasferimento a Seattle. «Tasse basse e una città popolosa, senza essere una metropoli: il perfetto “brodo di coltura” per un’idea rivoluzionaria», scrive Marco Scotti in Codice Amazon (Lanta, 11,48 euro). Secondo passo: la scelta di vendere libri, cioè un prodotto conosciuto e usato da tutti, e l’avvio dell’attività nel garage della casa presa in affitto.

Obiettivo velocità

Buono il successo delle vendite (13 milioni di clienti dopo 4 anni di attività, a fronte di un fatturato di 8 miliardi di dollari), a cui però non corrisponde l’approvazione da parte degli investitori. Perché, nonostante queste belle cifre, non c’era guadagno. Per vedere il primo utile bisogna aspettare il 2001: nel frattempo, Bezos era già incoronato “uomo dell’anno” dal settimanale Time. «Non solo ha cambiato il modo in cui agiamo, ma ha contribuito ad aprire la strada al futuro» la motivazione della rivista. La bolla delle dotcom, a inizio 2000, si traduce in un colpo di fortuna per la libreiria virtuale, che si dimostra abbastanza forte da resistere al ciclone.

Amazon

Bezos infatti aveva già sviluppato un business a crescita continua, perché alla vendita di libri era già seguita quella di libri e cd (nel 1998). E aveva fatto capire di curare molto la velocità: di sviluppo del business, di crescita del fatturato, di lavoro interno dell’azienda. Al punto che negli uffici si verificavano spesso blakout di corrente. Mentre gli impiegati faticavano a tenere il ritmo delle novità introdotte a getto continuo nel catalogo.

Parola d’ordine: innovazione

Brad Stone, autore di Vendere tutto, scrive che gli obiettivi dei team di lavoro, fissati su risultati molto rigidi, venivano valutati con delle equazioni, per misurare l’efficacia in modo rigoroso. Il sistema, denominato “idoneità dei compiti”, ha sostituito la comunicazione, considerata da Bezos come un segno di malfunzionamento, di mancanza di lavoro organico. Amazon oggi proprone prodotti esclusivi di elettronica (l’e-reader Kindle, il tablet Fire) e un continuo aggiornamento del business, che spazia da nuove categorie merceologiche alla creazione di nuovi modelli (Kindle Unlimited è un abbonamento mensile che consente di leggere online 15mila libri in italiano e di più un milione di altre lingue). Senza contare che nel 2013 Bezos ha comprato uno dei quotidiani cartacei più autorevoli degli Usa, Il Washington Post (prezzo: 222 milioni di euro).

Amazon - Jeff Bezos

14 principi di leadership secondo Bezos

1. OSSESSIONE PER IL CLIENTE

I leader iniziano dal cliente e procedono poi a ritroso. Lavorano sodo per mantenere la fiducia del cliente e ne sono ossessionati.

2. RESPONSABILITÀ

I leader pensano nel lungo periodo e non lo sacrificano per risultati a breve termine. Lavorano per conto dell’azienda. Non dicono mai “non è il mio lavoro”.

3. INVENZIONE E SEMPLIFICAZIONE

I leader si aspettano e richiedono innovazione e trovano sempre il modo per semplificare. Cercano ovunque nuove idee. Dato che fanno sempre cose innovative, accettano che potrebbero essere fraintesi a lungo.

4. ISTINTO

I leader hanno un sacco di ragione. Hanno forti giudizi di business e un buon istinto. Cercano prospettive diverse e lavorano per smentire le loro convinzioni.

5. RICONOSCONO IL TALENTO

I leader alzano l’asticella dei risultati a ogni assunzione e promozione. Riconoscono il talento e lo fanno progedire in azienda. I leader prendono con serietà il loro ruolo di formatori.

6. GRANDI AMBIZIONI

I leader perseguono in modo implacabile standard di alto livello, per qualcuno sono alti in modo irragionevole. I leader continuano ad alzare gli standard per portare i team verso un’alta qualità di prodotto, servizio, procedure.

7. PENSANO IN GRANDE

Pensare in piccolo equivale a una previsione di autocompiacimento. I leader indicano un percorso audace che ispiera a raggiungere risultati. Pensano in modo diverso e guardano dietro l’angolo per trovare modi per servire i clienti.

8. VELOCITÀ

La velocità è molto importante per il business. Molte decisioni e molte azioni sono reversibili e non necessitano di troppa ponderazione.

9. PARSIMONIA

Ottenere di più con meno. Le limitazioni portano all’ingegnosità, all’autosufficienza e all’invenzione.

10. STUDIO

I leaser non finiscono mai di imparare e cercano sempre di migliorarsi.

11. ASCOLTO E AUTOCRITICA

I leader ascoltano con attenzione, parlano con sincerità e hanno rispetto per gli altri. Per vocazione sono autocritici, anche se può essere difficile.

12. AZIONE

I leader sono attivi a tutti i livelli, controllano i dettagli, verificano spesso. Nessun compito è al di sotto di loro.

13. DETERMINAZIONE E TENACIA

I leader sono obbligati a sfidare le decisioni, pur mantenendo il rispetto, quando non le condividono, anche se può essere scomodo o stancante. I leader hanno delle convinzioni e sono tenaci. Non accettano compromessi in nome della coesione sociale. Una volta deciso, si impegnano.

14. SEMPRE ALL’ALTEZZA

I leader si concentrano sui punti chiave del business e li concretizzano in termini di qualità e tempistiche. Nonostante i contrattempi, sono all’altezza e non si accontentano.

Amazon - Jeff Bezos

Cosa insegna la sua storia

1. I NUMERI SONO TUTTO

«Amazon tiene conto in modo preciso di tutto ciò che i clienti fanno: quante volte cliccano, dove… Quindi sa cosa il pubblico vuole in modo molto puntuale, perché ogni movimento dei consumatori viene misurato e tradotto in numeri».

2. OCCHIO ALLE PERSONE

«La’rticolo pubblicato la scorsa estate dal New York Times dimostra che applicare la strategia di traduzione in numeri, non è adatta nella gestione dei dipendenti. I feedback hanno bisogno anche di parole».

3. TIENI I PREZZI BASSI

«Molti siti e-commerce italiani non funzionano, ma propongono online prezzi più alti dell’offline perché non calibrano i costi di spedizione, confezione, assicurazione. Amazon invece calcola il prezzo con attenzione».

4. PERFEZIONA LA TECNOLOGIA

«Il software di Bezos è sofisticatissimo: da più di 10 anni segnala ai clienti cosa hanno già esaminato, le scelte di altri clienti che hanno gusti simili. Continuo lo sforzo di perfezionamento, in un’ottica di servizio».

Categorie Blog

Cerca sconti su Amazon